26 Luglio 2017
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I DISORDINI CERVICO MANDIBOLARI
Da più di 40 anni si stanno studiando e approfondendo le correlazioni tra malocclusioni dentali, alterazioni del rachide cervicale e alcune forme di cefalee facciali. In effetti il campo dei disordini cranio cervico mandibolari (d.c.c.m.) è salito alla ribalta proprio perché sono in aumento i pazienti che lamentano tale tipo di disturbi.
E´ un campo relativamente recente, che presenta correlazioni multiple con altre branche mediche e che riconosce spesso una causa multifattoriale; se quindi consideriamo che vi siano delle connessioni tra i d.c.c.m. e i dolori cervicali, le sindromi muscolo-facciali e il grande capitolo delle cefalee, dobbiamo ammettere che questa patologia abbraccia un campo molto amplio ed articolato e che questi effetti dolorosi e disabilitanti gran parte della popolazione.
Tuttavia, anche se generalmente il dentista è il professionista implicato in prima linea nel controllo e nella cura dell´apparato masticatorio, assai di rado egli è il primo medico che ha occasione di visitare il paziente con questo tipo di disturbi; spesso in primo luogo il paziente si rivolge ad altri specialisti quali gli otorinolaringoiatri, gli ortopedici- fisiatri, l´osteopata o lo stesso medico generico, con il solo risultato di lunghi ed inutili trattamenti sintomatici.
I sintomi più frequenti possono essere dolori in corrispondenza dei muscoli masticatori, dolori che si irradiano alla tempia fino alla zona cervicale, dolori nell´ area davanti all´ orecchio (ciò può creare confusione con patologie auricolari), a cui si accompagnano spesso acufeni (rumori interni dell´orecchio), e senso di vertigini. Si può avere anche una sensazione di affaticamento della muscolatura masticatoria.
Alla sintomatologia dolorosa si associano talvolta alcune disfunzioni quali la diminuzione dell´apertura della bocca, l´insorgenza di rumori a livello dell´articolazione tra mandibola e cranio (ATM) o la difficoltà a masticare. Può anche bloccarsi la mandibola in apertura durante ad esempio uno sbadiglio o quando il paziente entra in uno stato di patologia dell´ATM conosciuta come disfunzione temporo-mandibolare.
Malocclusioni: le arcate dentali non occludono correttamente, cioè non esiste un buon combaciamento tra i denti, mancano alcuni denti, oppure vi sono delle asimmetrie tra le arcate dentali. Alcuni tipi di malocclusioni quali le prognazie mascellari (l´osso mascellare si trova in una posizione più anteriore rispetto alla posizione fisiologicamente corretta della mandibola) o il progenismo mandibolare (la mandibola si trova in una posizione più anteriore rispetto alla mascella) possono alterare la postura della colonna vertebrale a livello delle vertebre cervicali. Dettando l´occlusione di ogni individuo la posizione la posizione dell´apparato scheletrico entrando in una situazione patologica e creando disarmonia in varie parti del corpo come spalle, braccia, bacino, ecc.
E´ importante ricordare che la disarmonia dentale dovuta ad esempio alla mancanza di alcuni di essi provoca col tempo migrazione dentale portando la mandibola in posizioni eccentriche che a loro volta dettando posizione all´ ATM e a tutto l´apparato scheletrico e muscolare.
Correlazione tra malocclusioni e postura cervicale
Bruxismo: Alcuni pazienti digrignano i denti, generalmente di notte, creando cosi delle abrasioni eccessive sulle superfici dentali; questa situazione determina un eccesso di stress a livello delle strutture muscolari e dell´ATM. Questo problema spesso conduce a perdita di dimensione verticale dovendo poi ricorrere alla riabilitazione totale dell´apparato masticatorio.
Cause di tipo psicogeno: in particolare lo stress sostenuto da varie forme di ansia o nevrosi; situazioni già riscontrabili in altri distretti del corpo umano, come ad esempio nelle patologie a carico dell´apparato digerente o a livello dei vasi coronarici (patologie psicosomatiche). Attualmente si ritiene che l´aspetto psicologico rivesta un ruolo particolarmente significativo nella genesi del dolore, causando uno spasmo a livello dei muscoli masticatori; in questa situazione si verificano lunghi periodi di contrazione isometrica, per cui l´irrorazione del muscolo tende a valori minimali con accumulo di acido lattico e conseguente dolore.
Muscoli masticatori e articolazione temporo-mandibolare
Cause di tipo articolare: lesioni a livello dell´ATM sono spesso evidenti nei d.c.c.m. in particolare causate dallo scivolamento del menisco dal centro della fossa articolare. Questo tipo di situazione determina il classico schiocco ad un certo stadio di apertura della bocca; frequentemente all´origine di questi disturbi ci sono degli eventi traumatici a carico della mandibola.
Cenni di terapia: in presenza di sintomi acuti, l´approccio terapeutico prevede l´utilizzo di farmaci antinfiammatori e miorilassanti per alcuni giorni; quindi si può valutare l´utilizzo di un dispositivo mobile da interporre tra le arcate dentali: il bite gnatologico. Si realizza prevalentemente adattato all´arcata inferiore per motivi biomeccanici nonostante in alcuni casi sia necessario e conveniente realizzarlo per l´arcata superiore.
Con il bite gnatologico si ottengono diversi effetti positivi:
- Il bite svincola i contatti tra le arcate dentali e viene costruito in modo tale da bilanciare l´occlusione dentale; quindi se abbiamo degli squilibri, questi vengono neutralizzati.
- Se siamo in presenza di digrignamento, il bite svolge una funzione fisiologica di protezione dentale e dell´ATM. Sarebbe incorretto dire che il bite riduce il digrignamento, solo attutisce i movimenti di lateralità dannosi per l´apparato di supporto dei denti.
- È molto frequente nei pazienti con d.c.c.m. lo spasmo muscolare; il bite con uno spessore di 4-5mm riduce la contrazione muscolare diminuendo cosi la produzione di acido lattico, responsabile del dolore. In pratica si ottiene un effetto di stretching muscolare, facendo lavorare di meno la muscolatura e lasciando scivolare la mandibola verso destra, sinistra e in avanti.
- Nei casi di problematiche proveniente dal complesso temporo-mandibolare, l´uso del bite determina una minor pressione all´ interno dell´articolazione e permette uno spostamento del menisco in una posizione più centrata nella fossa articolare. In questo caso si ottiene un minor carico funzionale a livello della struttura capsulare, una riduzione dei processi infiammatori con un miglioramento della sintomatologia.
Condilo articolare non centrato rispetto al menisco
In conclusione, per quanto riguarda la prevenzione dei d.c.c.m. è da sottolineare l´importanza di avere un tavolato dentale regolare con una buona occlusione; nei bambini e nei ragazzi è fondamentale correggere un´eventuale malocclusione con un trattamento ortodontico. Negli adulti, si può intervenire con dei trattamenti di riequilibrio dell´occlusione (molaggio selettivo) con il ripristino di elementi dentali mancanti e in alcuni casi anche con un trattamento ortodontico correttivo; mentre nei pazienti con una lunga storia di bruxismo è utile considerare l´uso di un bite gnatologico durante la notte come protettore delle arcate dentali.
Quasi sempre la terapia porta a dei risultati apprezzabili in termini di efficienza masticatoria, e alla scomparsa di sintomatologia dolorosa a livello dei muscoli della faccia, del collo e della testa.
Concludendo, si tratta di una patologia in genere non grave ma che può infastidire notevolmente, soprattutto quando per l´aspecificità dei sintomi non viene riconosciuta o quando viene trascurata, contribuendo così a diminuire quel livello qualitativo della vita che l´OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce come salute.


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